Questa è la lettera scritta da un ragazzo di 26 anni, amico di Niccolò, il nipote di Pieraldo, che ho letto alla Cappella della Misericordia durante la piccola cerimonia in ricordo di Pieraldo.
Leggerla per me non è stato facile, a stento sono riuscito a non lasciarmi sopraffare dalla commozione perché in essa vi è proprio il vero Piero. Il Presidente
“Ciao Nonno Gori,
ci siamo visti solo una volta, per poco tempo, ma tanto è bastato per capire la bella persona che eri. Dietro quello sguardo un po’ accigliato e severo c’era una persona buona, di cuore, saggia: un “compagno” come ormai pochi ce ne sono, ed eccoci a chiacchierare del PCI, di Berlinguer, di quella sinistra che non c’è più.
Ci siamo conosciuti solo una volta, appunto, ma dai leggendari racconti di Niccolò, è come se tu fossi stato un po’ il nonno di tutti.
Ora ti saluto Nonno Gori, un po’ commosso: ti auguro che tu possa volare verso la “rossa primavera” che ti era e ci è tanto cara. Non hai fatto in tempo a vederla, ma ti prometto, caro compagno, che farò il possibile per far sì che un giorno arrivi.
¡Hasta la victoria siempre!
Cia Nonno Gori, il vento fischia ancora♥
Andrea
