Il Gori, che qualcuno in passato aveva affettuosamente denominato ” i’ babbo Gori”, nel corso degli anni ha animato, sostenuto, promosso e organizzato moltissime escursioni di vera montagna. Memorabili sono state le settimane in Val d’Aosta, Val Formazza, sul sentiero Roma, le Alpi Giulie, e poi il Civetta, la Cima Aste e tanto altro ….
Grazie a lui, ai corsi che ha organizzato per il Gruppo, molti Soci e Socie si sono avvicinati all’alpinismo, hanno imparato ad usare le attrezzature, hanno percorso le vie ferrate delle Apuane, delle Alpi, delle Dolomiti.
Aveva seguito e promosso, in anni ormai remoti, l’acquisto di tende da montagna e delle attrezzature per ferrate e uscite in invernale (corde, ciaspole, imbracature, moschettoni) che ogni Socio poteva e può prendere in prestito.
Ma nel corso degli anni Il Gori è stato l’insostituibile cuoco dei raduni in Fonte Santa e delle “Cene di Primavera”. In molti si affaccendavano intorno alla cucina ma il capitano era solo lui.
Nei raduni di Fonte Santa (1990-199) era diventato tradizione il pentolone con al Zuppa Lombarda che lui cuoceva con gran dedizione anche a casa sua sin dalla sera precedente
E le grigliate? L’ultima fu in occasione del Raduno Regionale della FIE (ottobre 2017). Lui con la determinazione di sempre, progettò e preparò un pranzo, se non sbaglio, per un centinaio di persone, a partire dalla stesura del menù, le quantità, le dosi, sino alla cottura, la distribuzione e la gestione del gruppo che lo affiancò nel lavoro.
Anche nella “Cena della Primavera”(1988-2008) il Gori fu da subito il primo e unico chef. Ricordo, quasi con malinconia , le riunioni del ‘gruppo cucina’ di cui per alcuni anni ho fatto parte anch’io, con le presentazioni del menù, l’attribuzione degli incarichi, le spiegazioni di come si doveva procedere nel preparare questo e quell’altro piatto. E poi il condimento che all’ultimo mancava e si doveva correre alla Coop. ( meno male che le cene si sono sempre tenute di sabato!). Era un vero lavoro di equipe.
